Lo studio del 2016 di Marinelli, Di Filippo et al. indaga su due costrutti – sistema attributivo e autostima – in bambini dislessici confermando le conclusioni di un precedente lavoro di Chapman del 1988, in cui i bambini con DSA hanno più probabilità di vedere sé stessi più negativamente su tutti i fronti rispetto ai loro coetanei. Difatti, Marinelli et al. confermano che i dislessici non solo hanno una scarsa autostima scolastica, ma anche un deficit in tutti i domini dell’autostima, eccetto che in quella corporea. In particolare, tale lavoro mette in luce l’esistenza di uno stile attributivo impotente nelle bambine, richiamando il costrutto di impotenza appresa di M. Seligman. I dislessici presentano un alto rischio di realizzare la “profezia che si autoavvera” esponendosi ad una probabilità di sviluppare ansia e depressione. Pertanto, sarebbe opportuno affiancare al trattamento di training di letto-scrittura anche un trattamento psicologico finalizzato a potenziare l’autostima e un adeguato stile attributivo, auspicando quindi un approccio alla dislessia non solo cognitivo-funzionale, ma anche emotivo-relazionale.
Dislessia, stress sociale e Minority Stress Model
In un lavoro di revisione di Stein et al. (2024), è detto che sulla base del Minority stress model, gli individui con DSA sperimentano fattori di stress sociali e psicologici con un tasso più elevato a causa della loro appartenenza a un gruppo socialmente oppresso ed emarginato. Le pressioni sociali sono centrali in questo processo, poiché una società “abilista” espone gli individui con DSA a quotidiane esperienze di pregiudizio, molestie e discriminazione. Alcune ricerche indicano che bambini, genitori, ed educatori tendono a sostenere stereotipi negativi sui bambini con DSA come poco intelligenti, e pigri. Queste esperienze stigmatizzanti, insieme a esposizione di bullismo, vittimizzazione da parte dei pari e minori aspettative educative da parte della famiglia e degli insegnanti, possono portare a profezie negative che si autoavverano (Haft et al. 2023 cit. in Stein et al. 2024 p. 2). Pertanto, un intervento mirato, sui bambini con DSA non deve puntare solo al miglioramento accademico, ma anche a ridurre lo stress e rafforzare la resilienza dei soggetti.
Dislessia, ansia, depressione e reattività emotiva
Un possibile meccanismo per cui gli studenti con DSA sperimentano sfide socio-emotive, tra cui ansia più elevata e sintomi depressivi, è che hanno una maggiore reattività emotiva visceromotoria (Sturm et al. 2021, cit. in Stein et al. p. 3). Sturm et al. hanno dimostrato che in risposta alla visione di film che inducevano emozioni, i bambini con DSA mostravano una reattività significativamente maggiore nel comportamento facciale emotivo, nel livello di conduttanza cutanea e nella frequenza respiratoria rispetto a quelli senza DSA. Per i bambini con DSA un maggiore comportamento facciale emotivo era correlato a maggiore ansia e depressione. Potrebbe essere il caso che l’esposizione a fattori di stress precoci predisponeva i bambini in via di sviluppo a rispondere in modo diverso all’ambiente contribuendo a cambiamenti nei circuiti neurali (McEwen et al. 2017, cit. in Stein p. 3). Questa interazione tra stress e un periodo vulnerabile dello sviluppo del cervello può aumentare i livelli di glutammato, aumentare l’eccitabilità e portare ad ansia e depressione (Theodoridou et al. 2021, cit. in Stein p. 3).
Dislessia, benessere emotivo e resilienza socio-emotiva
Studi recenti hanno individuato alcune caratteristiche interne che proteggono dai fattori di rischio legati ai DSA, aumentando la resilienza di questi bambini: la percezione di sé di un individuo, inclusa la sua autostima, il concetto di sé e l’autoefficacia, giocano un ruolo fondamentale nel determinare se il suo DSA influisce sulla sua salute mentale e sul benessere emotivo (Boyes et al. 2020, Torppa et al. 2023, cit. in Stein p. 4). Un recente studio longitudinale ha mostrato che le convinzioni e l’accettazione di sé di un individuo tra gli adolescenti hanno predetto il loro successivo benessere emotivo. Allo stesso tempo le competenze accademiche non hanno avuto alcun effetto sul benessere emotivo (Torppa et al. 2023 cit. in Stein p.4). Tali risultati suggeriscono che per i bambini con DSA la resilienza socio emotiva potrebbe essere più importante del rendimento scolastico ai fini del benessere emotivo a lungo termine (Stein et al. p. 4).
Dislessia, famiglia e supporto emotivo
È stato dimostrato che anche i fattori esterni, tra cui le caratteristiche familiari e comunitarie, hanno un impatto sulla resilienza e sul benessere emotivo negli individui con DSA. Il supporto emotivo e cognitivo fornito nell’ambiente domestico è particolarmente importante per la resilienza psicologica (Tzuriel et al. 2018 cit. in Stein p.4). Ricerche supportano l’impatto dell’affetto materno sul benessere dei bambini con DSA (Al-Yagon et al. 2020, cit. in Stein p. 4). Tale studio ha indagato su un intervento emotivo-cognitivo-comportamentale per le madri di bambini con diagnosi di DSA indicando che i miglioramenti nelle capacità di adattamento positivo delle madri e la diminuzione dello stress erano associati a una diminuzione dei sintomi internalizzanti ed esternalizzanti nei loro figli.
Dislessia, scuola, pari e supporto sociale
All’interno della comunità, gli studi hanno dimostrato che il supporto tra pari e insegnanti è importante per la resilienza socio emotiva. È stato dimostrato che un tutoraggio tra pari di qualità riduce i livelli di depressione e aumenta l’autostima negli studenti con DSA (Haft et al. 2019 cit. in Stein et al. p. 4). Al contrario, le scarse relazioni tra pari sono collegate a casi più elevati di interiorizzazione (Boyes et al. 2020, cit. in Stein et al. p. 4). La relazione tra supporto tra pari e una maggiore resilienza è spiegata dall’impatto che le relazioni positive tra pari hanno sull’autopercezione di un individuo, migliorando così l’autostima (Boyes et al. 2020, Haft et al. 2019, cit. in Stein et al. p. 5). Allo stesso modo, il supporto sociale media l’impatto della solitudine e dell’autoefficacia, collegando i fattori di resilienza individuali e comunitari al benessere emotivo (Heiman et al. 2020, cit. in Stein et al. p. 5).
Interventi su dislessia, stress e benessere emotivo
La ricerca ha identificato alcune strategie di successo che possono supportare il benessere emotivo per bambini e adolescenti con DSA a livello individuale, familiare, scolastico e comunitario. A livello individuale, pratiche di consapevolezza e meditazione consapevole mostrano risultati promettenti per ridurre lo stress e aumentare la resilienza nei bambini e negli adolescenti con DSA (Beauchemin et al. 2008, Benney et al. 2022, cit. in Stein p. 5). A livello familiare, adattare l’ambiente domestico per fornire una stimolazione cognitiva e uno sviluppo emotivo sufficiente e interventi per supportare lo stress del caregiver e il suo benessere emotivo possono avere effetti a valle sul benessere emotivo del bambino (Tzuriel et al. 2018, Al-Yagon et al. 2010, Al-Yagon et al. 2020, cit. in Stein et al. p. 5). Nelle scuole, l’uso di programmi di apprendimento sociale ed emotivo e programmi di tutoraggio tra pari hanno dimostrato di supportare la salute mentale e il benessere emotivo (Haft et al. 2019, Boyes et al. 2021, cit. in Stein et al. p. 5).
Onoterapia, dislessia e benessere emotivo
Il miglioramento dell’autostima nei bambini dislessici è centrale come affermato nel lavoro di Marinelli e Di Filippo et al., ed è ciò che è stato tentato nello studio di Corallo et al. 2023. In tale lavoro si è cercato di dimostrare un miglioramento dell’autostima e del rendimento scolastico nei bambini con DSA, ricorrendo all’onoterapia. In questo caso 16 pazienti con diagnosi di dislessia (8 maschi e 8 femmine, con un range di 7-12 anni, età media 9 anni), ricoverati presso l’IRCCS di Messina, sono stati assegnati in modo casuale a due gruppi di trattamento:
Il primo (GC =gruppo di controllo=8 soggetti) era basato su una terapia neuropsicologica di gruppo convenzionale senza onoterapia
Il secondo (EG=gruppo sperimentale=8 soggetti) era basato su una terapia neuropsicologica che incorporava una AAI con asini di terapia. È stato scoperto che gli interventi assistiti dagli animali -AAI- migliorano il funzionamento fisico, emotivo, cognitivo e sociale negli esseri umani.
Criteri di inclusione: diagnosi di dislessia secondo il DSM V, età compresa tra 8-11 anni, QI normale, presenza di bassa autostima (punteggio TMA inferiore a 86). Periodo di intervento 6 mesi.
Dislessia, genere femminile e interventi assistiti da animali
Gli autori di tale studio, oltre alla considerazione sull’origine della dislessia, segnalano che alcuni studi (Moé, Cornoldi et al. 2007, cit. in Corallo et al. p. 2, 2023) hanno descritto gli aspetti emotivi e motivazionali che caratterizzano un bambino con DSA, affermando che un bambino con DSA presenta spesso un concetto di sé negativo, una minore autostima, è più spesso ansioso e sente meno supporto emotivo. Alcuni dati in letteratura (Ek et al. 2008, cit. in Corallo p. 2, 2023) dimostrano che l’autostima nei bambini con problemi neuropsichiatrici, tra cui DSA, deve essere valutata attentamente, soprattutto nel genere femminile, e c’è bisogno di misure per pervenire una traiettoria verso la psicopatologia. Altri studi dimostrano che la terapia che coinvolge animali con persone affette da disabilità intellettive riporta un miglioramento positivo per tutti gli esiti psicosociali (Maber-Aleksandrowicz et al. 2016 cit. in Corallo p. 2, 2023).
Risultati dell’onoterapia su autostima e apprendimento nei DSA
I risultati di tale studio confermano che l’uso della terapia con gli asini nei bambini con DSA può migliorare l’autostima e ottenere migliori prestazioni di apprendimento. L’interazione con gli asini può apportare cambiamenti positivi in termini di autostima e apprendimento. Un’ipotesi è che l’esperienza del bambino con l’equino crea un contesto calmante, che potrebbe avere un effetto calmante sui bambini con dislessia e migliorare le loro prestazioni nei test scolastici grazie a una maggiore capacità di concentrazione. Inoltre, l’allenamento motorio con l’asino, potrebbe apportare effetti positivi su diversi domini cognitivi, tra cui memoria, attenzione, inibizione e velocità di elaborazione, oltre ad agire su umore e mobilità. C’è stato un miglioramento nel TMA emotivo e TMA scolastico.
Strumenti di valutazione utilizzati negli studi
TMA (Test Multidimensionale dell’Autostima): Utilizzato per misurare l’autostima nei bambini con DSA. Punteggio inferiore a 86 indica bassa autostima (Corallo et al., 2023).
Bibliografia
Marinelli C., Romano G., Cristalli I., Franzese A., Di Filippo G. – Autostima, stile attributivo e disturbi internalizzanti in bambini dislessici. Dislessia, vol. 13, n. 3, 2016.[file:11]
Stein B., Fumiko H., Richter C. – Stress, resilienza e benessere emotivo nei bambini e negli adolescenti con disturbi specifici dell’apprendimento. Elsevier – Current Opinions in Behavioral Sciences, 2024.[file:11]
Corallo F., Bonanno L., Cardile D., Luvarà F., Giliberto S., Di cara M., Leonardi S., Quartarone A., Rao G., Pidalà A. – Miglioramento dell’autostima nei bambini con disabilità specifiche. Disturbi dell’apprendimento dopo la terapia assistita dagli asini. Children MDPI, 2023.
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