Tag: ADHD adulti

Disprassia Adulti
ADHD

Disprassia negli adulti: sintomi, cause e strategie di supporto

La disprassia negli adulti, o Disturbo della Coordinazione dello Sviluppo (DCD), è una condizione neurodivergente che colpisce circa il 5-6% della popolazione. Caratterizzata da difficoltà nella coordinazione motoria, pianificazione dei movimenti e consapevolezza spaziale, spesso viene confusa con semplice maldestrìa o distrazione. Questo articolo approfondisce come la disprassia si manifesta nella vita pratica di un adulto, influenzando lavoro, relazioni e autonomia domestica. Vengono trattate le comorbidità più frequenti, come ADHD e disturbi specifici dell’apprendimento, e suggerite strategie e risorse per migliorare il benessere e gestire le sfide quotidiane. Con un linguaggio inclusivo e scientificamente aggiornato, l’articolo vuole aumentare la consapevolezza e fornire supporto a chi vive con questa neurodivergenza.

Genetica ADHD
#salute mentale

ADHD e genetica: la scienza svela l’intreccio tra DNA e fattori ambientali

L’articolo esplora le scoperte più significative sulla base genetica dell’ADHD, confermando l’alta ereditarietà (70-80%). Spiega come gli studi moderni su vasto campione (GWAS) abbiano identificato l’ADHD come un disturbo poligenico, causato dalla combinazione di molteplici varianti genetiche, e come queste ricerche mostrino una sovrapposizione genetica con altri disturbi psichiatrici. Viene inoltre affrontata la sovrapposizione sintomatica tra ADHD e CPTSD, evidenziando l’importanza di considerare le esperienze avverse e l’interazione gene-ambiente nella valutazione clinica.

ADHD comorbilità
#salute mentale

ADHD e Comorbilità Fisiche: Un Puzzle di Sintomi Che Inizia a Rivelare Connessioni Sistematiche

Recenti studi suggeriscono che l’ADHD negli adulti potrebbe essere una condizione sistemica legata a diverse comorbilità fisiche. L’articolo esplora le connessioni emergenti tra l’ADHD e problematiche come l’affaticamento cronico, i disturbi gastrointestinali funzionali, l’ipermobilità articolare, la disautonomia e il dolore muscoloscheletrico, sottolineando l’importanza di un approccio terapeutico integrato.

stimming
#benessere

Stimming negli adulti neurodivergenti

Lo stimming, abbreviazione di “auto-stimolazione”, è un termine che descrive i movimenti ripetitivi, i suoni o i comportamenti che le

neurodivergenza
#benessere

Neurodivergenza in Italia: il ponte fragile tra infanzia e vita adulta

L’articolo denuncia una grave lacuna in Italia nel supporto alle persone neurodivergenti: sebbene l’infanzia goda di un’ottima assistenza, al passaggio all’età adulta il sistema di supporto collassa, lasciando questi individui e le loro famiglie privi di strutture adeguate e comprensione. Vengono evidenziate le conseguenze di questa interruzione (difficoltà lavorative, isolamento, problemi di salute mentale) e si propongono soluzioni per i professionisti della salute, come maggiore formazione, servizi di transizione e promozione della neurodiversità, per costruire un futuro più inclusivo.

ADHD e RSD
#benessere

Rejection sensitive dysphoria (RSD): sensibilità al rifiuto nell’ADHD adulti

L’articolo esplora in dettaglio la Rejection Sensitive Dysphoria (RSD), una condizione emotiva estremamente dolorosa e diffusa tra le persone con ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) in età adulta. Viene subito chiarito che la RSD non è un disturbo diagnostico autonomo, ma piuttosto una caratteristica neurobiologica intrinseca dell’ADHD, manifestandosi come un’ipersensibilità estrema al rifiuto, alla critica o alla disapprovazione, sia reali che percepite.

Le persone con RSD sperimentano reazioni emotive intense e spesso sproporzionate, come rabbia esplosiva, profonda tristezza, vergogna lancinante o disperazione, anche di fronte a situazioni minori. Questo porta a significativi comportamenti di evitamento, come l’isolamento sociale e la paura di nuove opportunità, influenzando negativamente le relazioni interpersonali.

Il testo sottolinea che la RSD non è una debolezza caratteriale, ma una risposta neurobiologica legata alla difficoltà di regolazione emotiva tipica dell’ADHD e alla disregolazione dei neurotrasmettitori. Viene evidenziato come questa ipersensibilità, combinata con eventuali traumi pregressi dovuti a un costante senso di inadeguatezza, crei un quadro di vulnerabilità emotiva estremamente complesso.

L’articolo conclude sottolineando l’importanza di riconoscere la RSD per un supporto efficace e personalizzato, incoraggiando la ricerca di una diagnosi di ADHD e l’adozione di strategie terapeutiche come la psicoeducazione, la CBT, il coaching e, se necessario, il supporto farmacologico, per migliorare la qualità della vita delle persone neurodivergenti.